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#pdv_Quell’incontro inatteso…di Maria Teresa Matarrese

Il punto di vista – #PdV
Quell’incontro inatteso
Basta guardarsi attorno e la natura si manifesta, proprio come è successo a Maria Teresa che, la scorsa primavera ha ospitato per pochi minuti (che sono sembrati lunghissimi) un migratore sul suo balcone! La sorpresa è stata tanta e dopo l’avvistamento è nata una ricerca per capire di “chi” si trattava e per quale motivo si fosse spinto fino a lì.
 
Scrivo questo articolo per condividere un episodio che ho felicemente vissuto giorni fa, stando a casa.

Abito a Bari, in una zona densamente popolata, quasi centrale, al sesto e ultimo piano di un normale palazzo di città.

pdv_Matarrese_1_03Come fotografa naturalista, non ho la tecnica e la conoscenza di vari bravissimi soci AFNI che ho avuto il piacere di conoscere e apprezzare.  Ho notato che la maggior parte di essi, si impegnano tantissimo a fotografare uccelli presenti in vari ambienti, dai boschi alle zone umide, tanto da definirli veri e propri cacciatori…ma di immagini. Ritengo che il soggetto “bipede” sia tra i più difficili e personalmente ho fotografato solo gabbiani e per giunta alle Tremiti, dove loro sono di casa.

Perché preciso tutto questo?…perché una mattina della scorsa primavera apro la porta del balcone e noto uno strano uccello, stranissimo…poco più piccolo di un piccione…Mi sposto in un’altra stanza e incantata, riesco a guardarlo mentre gli scatto velocemente alcune foto.

Aveva delle zampe bizzarre, gli occhi cerchiati di rosso, artigli lunghi e si arrampicava sulla zanzariera quasi volesse entrare in casa. Io ero eccitatissima: potevo fotografare anch’io un uccello e mostrare lo scatto agli arditi soci AFNI, tra l’altro era vicinissimo e non sembrava volesse andar via. 
Mentre pensavo tutto questo, una gioia infinita mi riempiva l’anima e il petto si espandeva molto più che dopo una lezione di yoga: casualmente e chissà perché, una strana creatura, arrivata dal cielo, era  da me, a casa mia.
Era reale, non stavo vedendo un video o un post su Facebook,

Finalmente qualcosa smuoveva il “piattume” di giornate vissute in casa: qualcosa di nuovo, che sapeva di vita, di libertà era lì, sul mio balcone.

Mentre cercavo una postazione diversa per fotografarlo meglio, mia figlia, incuriosita, gli si avvicina. 
Quella si spaventa, si arrampica sulla rete e spicca un volo planando, poi, lentamente, verso il basso, nel cortile interno……fine del sogno!

Tuoni, fulmini e saette su mia figlia, avrei tenuto con me quella creatura per sempre, non sarei più uscita sul balcone per non infastidirla…….eeeeeeh, mi accorgo di essere in grande sofferenza! Come potevo mai bloccare un uccello? 
Certo, mi sembrava avesse qualche problema, forse avrei potuto guarirlo. Non so. 

pdv_Matarrese_1_02Volevo sapere cosa fosse e ho inviato le foto, non bellissime, sia agli amici “AFNI, sia ai miei amici di “Terre del Mediterraneo”, alcuni dei quali esperti ornitologi. 

Meraviglia delle meraviglie, era una schiribilla. Sono stata tutto il pomeriggio a “messaggiare” con amici, tutti che si complimentavano con me, neanche avessi vinto le olimpiadi. La schiribilla,  “dai piedi formidabili!!! Una meraviglia dell’evoluzione” precisa Fabrizio Cillo e aggiunge: “nel caso di questi uccelli della famiglia dei rallidi, le dita dei piedi sono enormemente sviluppate per permettere il movimento in zone paludose, sfruttando l’appiglio alle canne o l’appoggio su vegetazione semi-immersa, senza mai affondare pur vivendo nidificando e alimentandosi in ambiente acquatico”.

E quindi, come mai è giunta sul mio balcone? Un amico, esperto ornitologo, Anthony Green, mi comunica: “non più di cento anni fa, tutte le zone di Bari erano campi umidi perfetti per loro. Magari hanno nel DNA che casa tua era un posto dove si mangia divinamente…
Inoltre tutta la costa era fatta di zone umide una dietro l’altra, per cui quando si stancavano in volo, potevano fermarsi quando gli pareva.  Adesso non più. Metti le due cose insieme e trovi schiribille stanche con un DNA non aggiornato all’urbanistica moderna e ai prosciugamenti delle zone umide, che cercano una casa dove si sa che la cucina è ottima
”….e vabbè!

Grazie schiribilla, creatura sino a quel giorno a me ignota, grazie per aver dato luce alla mia giornata e ampliato le mie conoscenze. Spero tu abbia continuato il tuo viaggio e raggiunto la meta.  

Maria Teresa Matarrese, Bari

 


Maria Teresa Matarrese
Nata e vissuta a Bari, felicemente in pensione. Sin da piccola ha l’hobby della fotografia, a dieci anni possedeva già la sua “Minicomet” immancabilmente con rullino in bianco e nero. “L’hobby, unito all’amore per tutto ciò che è Natura, è diventato passione e tra uno scatto e un altro mi illudo di rubare la bellezza che cerco e osservo in tutto ciò che vivo e mi circonda.”

 
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