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#pdv_Il nido in una cassetta…di Paolo Ugo

Il punto di vista – #PdV
Il nido in una cassetta 
Costruire nidi, allestire mangiatoie e collocarli nei nostri giardini, dona a noi una sensazione piacevole particolare che Paolo ha deciso di raccontare. E questo benessere interiore è arricchito dal bene che possiamo fare ai piccoli pennuti del giardino con questi gesti. Con il cibo giusto li aiutiamo concretamente a superare l’inverno e i nidi in primavera, se ben costruiti, aumentano le possibilità di vederli aumentare nel tempo.
 
Quando anni fa sono finalmente riuscito a traslocare in una casa con po’ di giardino, una delle prime cose che ho fatto è stata installare una mangiatoia ed una cassetta-nido per i miei amici uccelli.
Mi trasferivo dal centro di Mestre, area non propriamente molto verde, ad una zona della cintura urbana situata non lontano dal boschetto di Carpenedo, un piccolo residuo di querco-carpineto boreo italico, miracolosamente sopravvissuto all’urbanizzazione incontrollata, anche se, ancor oggi, minacciato da insani progetti di lottizzazione.
La posizione della mia nuova casa, mi faceva sperare di ricevere la visita di qualche specie in più della passera d’Italia, allora diffusa ovunque.

Complice un inverno particolarmente freddo, con abbondante neve anche in pianura, la mangiatoia è diventata subito un punto di riferimento per pettirossi, verdoni, cince, merli e storni, a cui si sono uniti a volte lucherini e cardellini. Arrivavano numerosi anche le passere d’Italia, cui allora nessuno badava; ora, che sono purtroppo diventati una rarità, darei non so cosa per rivederli nel mio giardino!

PdV_UgoP_1_05In un recente inverno, sempre dopo un’abbondante nevicata, è arrivato anche lo sparviere che ha catturato un merlo: una scena da “wild Mestre”!

Se la mangiatoia, complice la fame, ha avuto immediato successo, prima che la cassetta-nido diventasse abitata c’è voluto più tempo, e la prima nidificazione di cinciallegra e avvenuta solo un paio di anni dopo l’installazione.
La scelta del nido è un affare serio, come per noi trovare o cambiare casa: bisogna sentirsi sicuri e protetti, deve piacere ed essere adatta, meglio se con qualche fonte alimentare (leggi mangiatoia) nelle vicinanze.

La cassetta che ho predisposto e la tranquillità del mio giardino (nonostante i numerosi gatti di passaggio) hanno evidentemente incontrato il gusto delle cinciallegre che da allora, ogni anno mi allietano con due o, addirittura tre covate.

Le piccole cinciallegre nate qui penso che abbiano ormai superato la sessantina. Teniamo presente che le leggi della natura sono dure e implacabili e solo poche di queste piccole cince uscite dalla cassetta-nido, abbiano raggiunto la maturità riproduttiva, ma, in ogni caso, un bel po’ delle cinciallegre che girano oggi per il quartiere devono aver visto la luce nel mio piccolo giardino…..Il contraccambio, nel periodo di lock-down causa Covid-19 è stato quello di poter continuare a godermi un po’ di natura semplicemente guardando fuori dalla finestra di cucina!

PdV_UgoP_1_11Come la scelta della mangiatoia ed il cibo che ci si mette determinano la tipologia delle specie e la numerosità degli uccelli che la frequentano, così la progettazione e collocazione della cassetta-nido ne determina il successo.
Una cassetta-nido per cinciallegre deve avere determinate caratteristiche: foro d’ingresso circolare con diametro di 3 cm; un foro più grande renderebbe la cassetta accessibile ad uccelli più grossi come gli storni ed aumenterebbe le possibilità di predazione dei nidiacei da parte di cornacchie, gazze e ghiandaie.
Il foro d’ingresso deve essere a 17 cm dal fondo: un altezza inferiore può far sì che i pulcini possano uscire dal nido prima di essere pronti per l’involo. Per chi vuol costruirsi la cassetta-nido in casa, allego un semplice disegno.

Per chi non ama il bricolage, può acquistarne una già pronta: io consiglio quelle della LIPU, fatte secondo i sacrosanti crismi ed il cui acquisto aiuta l’associazione, da sempre impegnata nella tutela del patrimonio avifaunistico e naturalistico italiano.

PdV_UgoP_1_04E’ importante collocare la cassetta ad una altezza di almeno un paio di metri da terra; la mia è fissata a ca. 3 m su un albero intorno al cui tronco, a ca. 1 m, ho messo in orizzontale una rete metallica che impedisce ai gatti di potersi arrampicare.
In autunno, attraverso uno sportello di accesso opportunamente predisposto, la cassetta va pulita rimuovendo tutto il contenuto e disinfettando l’interno con alcol denaturato per eliminare parassiti ed altri possibili agenti nocivi.

Faccio notare che è importante curare la pulizia dei nidi artificiali e delle mangiatoie che altrimenti possono diventare sito di sviluppo di patogeni come la Salmonella, che potrebbe infettare ed uccidere i nostri amici pennuti.

Armatevi di tanta pazienza e passione e buon “birdgardening”!

Paolo Ugo, Mestre

 


Paolo Ugo
 
UgoP_squareSi occupa di protezione ambientale e fotografia naturalistica da più di trent’anni.
Socio AFNI dalla fondazione (1989), è stato responsabile della sezione Veneto e membro del Consiglio Direttivo.
Autore di servizi fotografici per riviste del settore naturalistico, ha contribuito con testi e immagini a numerose volumi e pubblicazioni di carattere fotografico-ambientalistico.

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