
Il cielo grigio di stamani 5 febbraio 2013 sembra ancora più livido. Il primo messaggio che apro nella mia casella di posta elettronica non è, come tante altre volte è accaduto, il buongiorno gioiosamente contagioso dell’amica Claudia, ma la pagina di un giornale online da lei segnalatomi che riporta, con lo stile freddo ed impersonale proprio di tutte le cronache, la tragica notizia che l’Avvocato Carlo Alberto Zabert è morto.
Dolore! Stupore! Vicinanza alla moglie, alla famiglia.
E poi il pensiero corre veloce agli anni ’90, alla bella figura di Carlo Alberto, allora giovane Segretario dell’AFNI, succeduto ad Eugenio Manghi, che aveva lasciato l’ incarico subito dopo l’assemblea nazionale di Varese. Era stato proprio Carlo Alberto, agli inizi degli anni ’90, insieme al Presidente Fioratti, ad invitarmi un giorno a pranzare con loro, invece che consumare un panino su una panchina dei giardini di Porta Venezia, cosa che abitualmente facevo quando le riunioni dell’AFNI si tenevano a Milano. E furono proprio loro che mi proposero di entrare a far parte del Consiglio Direttivo. Durante la decina di anni che ho condiviso con lui nel Consiglio, ho avuto molte occasioni per apprezzare le sue qualità, la sua signorilità, per conoscere il suo amore per la natura, coltivato anche attraverso la fotografia, la pittura, i viaggi. E per il canottaggio: celebre fu l’assemblea AFNI di Torino che, anche per sua volontà, si tenne proprio sul Po, presso la storica e suggestiva sede della Canottieri Armida, di cui era dirigente, non lontano, presumo, da dove il destino ha voluto terminasse, ieri, improvvisamente, la sua vita, mentre esercitava la sua passione.
L’ultima volta che lo vidi fu verso la fine del secolo scorso, quando mi diede le consegne, perché subentrassi al suo posto come segretario dell’AFNI: la nostra frequentazione, nata nell’Associazione, si esaurì infatti con l’ uscita da essa, per i sempre più gravosi impegni della sua professione di avvocato.

Ricordarlo a quanti ebbero la fortuna di conoscerlo ed ai nostri soci più giovani o nuovi mi sembra doveroso, perché tutti dobbiamo essere consapevoli che l’AFNI ha una sua storia, un suo passato, fatto di tante cose belle, di battaglie, di successi, ma anche di avvenimenti dolorosi, come la scomparsa prematura di alcune persone, che hanno dato un contributo a volte decisivo per la sua sopravvivenza e la sua crescita.
Senza la memoria del passato non si può costruire alcun futuro.
E’ come se Carlo Alberto Zabert, e prima di lui Claudio Vivoli, Alberto Goiorani, e tutti gli altri che un tempo hanno condiviso con noi l’amore e la passione per la natura e la fotografia ed ora non ci sono più, ci esortassero a continuare a diffondere, in questo mondo spesso così cinico e complicato, la nostra tenue voce di speranza.
5 febbraio 2013
Alessandro Magrini
Il suo sito: http://www.zabertpictor.it/













February 8th, 2013 at 6:19 pm
Apprendo con sgomento la notizia della scomparsa di Carlo Alberto.
A Roma oggi, 8 febbraio, abbiamo avuto uno splendido sole, ma la notizia qui appresa ha steso una coltre di tristezza. Non solo per l’uomo ed i suoi cari, ma anche per un pezzo di passato che se ne va.
February 12th, 2013 at 12:17 pm
Mercoledì 6 febbraio se ne andato Carlo Albero Zabert avvocato, cannottiere,
dirigente sportivo, ciclista, fotografo, naturalista.
Per me solo Carlo, amico d’infanzia e memoria storica.
Scendere il fiume non sarà mai più la stessa cosa.