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Yellowstone , il ‘paese delle meraviglie’.

“Quindi, con un cuore nuovo, tornate alle vostre occupazioni. Qualunque sia il vostro destino, la vostra mente tornerà a questi luoghi selvaggi, e ricorderete con gioia il vostro vagabondare in quel vecchio e benedetto paese delle meraviglie chiamato Yellowstone.”

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Così, il naturalista scozzese/californiano John Muir, paladino della tutela delle grandi aree selvagge degli Stati Uniti d’America, conclude il capitolo sul Parco Nazionale di Yellowstone nel libro “Our National Parks” (1901). Personalmente, posso dire che quell’uomo con il “kilt a stelle e strisce”, aveva perfettamente ragione.
Per gli amanti della fauna selvatica, Yellowstone è il luogo perfetto, selvaggio come pochi altri al mondo. Proprio come nella savana africana, può succedere di tutto e in qualsiasi momento, cambiano solo i protagonisti. La Lamar Valley è il territorio ideale per osservare i lupi. Completamente scomparsi a causa della caccia, nel 1995 sono stati reintrodotti nel parco, per ristabilire equilibrio a un ecosistema in parte danneggiato dalla presenza eccessiva di ungulati. Da allora, i diversi branchi che si sono formati, vengono quotidianamente monitorati da esperti biologi, che svolgono un lavoro assolutamente straordinario. Attraversando la valle, è piacevole scambiare due parole con i gruppi di “wolf watchers” locali, spesso molto disponibili nel fornire informazioni sugli avvistamenti. E poi agli americani, almeno per esperienza personale, piace chiacchierare e non poco.

I bisonti, vero simbolo di Yellowstone, sono presenti un po’ ovunque. Sembrano animali mansueti ed effettivamente lo sono. Non bisogna però farsi ingannare dalle apparenze, ed è importante mantenere sempre le dovute distanze. A seconda delle stagioni, le grandi mandrie si spostano fra le diverse vallate del parco. Tra gli ungulati, troviamo anche il wapiti, l’alce, l’antilocapra, il bighorn, il cervo mulo, il cervo dalla coda bianca e la capra delle nevi.

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Il periodo migliore per avvistare l’orso nero e il grizzly è il mese di maggio. In primavera, è relativamente facile riuscire ad osservarli con i cuccioli al seguito.
Molti avvistamenti si fanno dalla strada. Si deve sempre fare attenzione, in particolare sui sentieri. E’ buona norma informarsi sulle precauzioni e sul comportamento da tenere in caso di incontro ravvicinato con un orso. I ranger sono sempre disponibili e incentivano i visitatori a percorrere i sentieri del parco.
In autunno, la zona del lago Yellowstone è semplicemente qualcosa di magico. All’alba e al tramonto, il bramito dei cervi, i colori del foliage e la bruma, creano un’atmosfera impossibile da dimenticare. Dal lago, dirigendosi a nord, verso il Canyon, si attraversa la Hayden valley. Qui, il fiume Yellowstone, taglia tutta la valle fino a formare due straordinarie cascate, le Upper e le Lower Falls. Questa è un’area di assoluta bellezza e di grande interesse faunistico. Fra le settanta specie di mammiferi, non è difficile osservare volpi, coyote, tassi, castori, lontre di fiume, pika. Sono presenti nel parco anche ghiottone, lince, puma e bobcat.

Pochi chilometri sotto la superficie, Yellowstone trema e ribolle. Il parco infatti, si estende per la sua maggior parte sopra un’enorme caldera. Diverse centinaia di geyser e sorgenti calde, fanno della zona una delle aree geotermiche più famose al mondo. Sotto questo aspetto, sono molto interessanti Mammoth Hot Spring e tutta la regione dei geyser da Norris a West Thumb. Da non perdere, la Grand Prismatic Spring nel Midway Geyser Basin e una delle puntualissime eruzioni dell’Old Faithful, il geyser più conosciuto di Yellowstone.

09-grand-prismatic-spring-midway-geyser-basinDurante le camminate primaverili nelle foreste di pino, si avvistano facilmente i mountain bluebird, passeriformi caratteristici della catena delle Rocky Mountains. Per gli appassionati di birdwatching, sono oltre trecento le specie segnalate. Fra i rapaci principali troviamo l’aquila calva, la poiana codarossa, il falco pescatore, il falco pellegrino e la maestosa aquila reale. Inoltre è possibile avvistare l’allocco di Lapponia e il gufo della Virginia.

E’ passato molto tempo dal mio primo viaggio a Yellowstone e nel corso degli anni ci sono tornato diverse volte. Continuerò a tornarci per la maestosità dei paesaggi, per gli spazi sconfinati, i profumi, ma soprattutto, per quella sensazione di assoluta libertà ancestrale. Foreste, praterie, catene montuose, fiumi, laghi, cascate, geyser, fanno di Yellowstone, un luogo di una bellezza primordiale. Il fuoco, il ghiaccio e tutti gli elementi della natura, hanno modellato quel “vecchio e benedetto paese delle meraviglie”. Un paradiso vero e proprio, rimasto incontaminato nel corso degli anni.

 

Chi è Rocco Cinefra

Nasce a Bologna nel 1968, dove svolge la sua professione nel settore grafico. Parallelamente, coltiva da sempre la sua grande passione per la natura, i viaggi e la fotografia. Lo studio e il rispetto del territorio, dei soggetti e delle loro abitudini, sono la base del suo approccio alla fotografia naturalistica. Ha collaborato con alcune riviste di settore, italiane e americane e ha contribuito, come volontario, a diversi progetti per la tutela ambientale. Partecipa a mostre, proiezioni ed eventi di fotografia. La curiosità e la voglia di avventura ed esplorazione, lo spingono, da oltre 20 anni, a viaggiare fra Europa, Stati Uniti, Canada, Africa, Australia e Sud America. Ama il meraviglioso territorio italiano e perdersi fra boschi e montagne del vicino Appennino, è ancora una delle sue gioie più grandi.

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